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Latitudine
46°10'8.66"N Longitudine 8°11'20.24"E
Bognanco
si trova in Piemonte, a ovest del lago Maggiore chiamato anche Verbano,
e la si raggiunge percorrendo l'autostrada per Gravellona Toce,
una derivazione della Milano Laghi che si ricongiunge con la Milano/Torino
in direzione Alessandria.
Le
indicazioni riportano Arona come primo casello da oltrepassare e
la strada costeggia per un certo tratto il lago, visibile negli
scorci liberi da gallerie. All'uscita di Domodossola occorre seguire
attentamente i cartelli "Bognanco" fino ad imboccare l'unica
strada che risale la valle.
Una
volta raggiunta la cittadina termale, si lascia il paese sulla sinistra
e si continua a salire seguendo inizialmente le indicazioni per
"San Lorenzo" e poi per "San Bernardo".
Il
punto di partenza è proprio il parcheggio accanto al minuscolo
Ristorante Alpino a quota 1620, situato alle spalle della deliziosa
chiesetta di San Bernardo, dove l'omonimo cane è raffigurato
proprio al centro dell'altare.
Guardando
verso nord intravediamo tra le nuvole la nostra meta.
Ritorniamo
sui nostri passi per qualche decina di metri, percorrendo la strada
sterrata da cui siamo venuti ed imbocchiamo la gippabile in discesa,
ben segnalata dai cartelli gialli che indicano i sentieri.
Sulla
destra, tra gli alberi, si intravede una stradina in erba che compie
lo stesso tragitto con un percorso parallelo, la scegliamo senza
indugi e raggiungiamo il ponte sul torrente Rasiga.
Da
qui, purtroppo, la gippabile diventa asfaltata e sale ripida e tortuosa
verso il Passo del Monscera senza concedere alternative.
Dopo
una ventina di minuti, incontriamo la deviazione per l'Alpe Paione
che raggiungiamo con pochi passi. Quache istante per ammirare alcune
belle baite appena ristrutturate, e poi imbocchiamo sulla sinistra
il sentiero che porta al primo lago.
La
salita adesso è più dolce, si snoda in mezzo al verde
lussureggiante della vegetazione e costeggia un'alta parete rocciosa,
friabile, su cui è ben visibile il logorio degli agenti atmosferici.
Davanti
a noi, il bianco della parete rocciosa che sostiene il primo dei
tre laghi, raggiungibile dopo circa un'ora e venti di cammino dal
parcheggio di San Bernardo.
Incastonato
tra le rocce, ne riflette i colori miscelandoli con l'azzurro striato
di nuvole del cielo. L'aria è fresca nonostante sia ormai
luglio inoltrato.
Siamo
a 2002 metri sul livello del mare.
Ci
fermiano giusto il tempo di qualche fotografia e poi costeggiamo
lo specchio d'acqua sulla destra, percorrendo il ripido sentiero
che sale al lago di mezzo in una ventina di minuti.

Uno
sguardo verso il basso ci concede la vista dell'intera valle, ma
la mente è protesa verso ciò che abbiamo davanti e
che faticosamente stiamo cercando di raggiungere.
Il
secondo lago ci appare all'improvviso a m 2147, sovrastato da un'enorme
bastionata di basalto che sorregge quello superiore.
E
come se queste tre lacrime di ghiacciaio fossero appese nella roccia
a sfidare il tempo per dimostrarci la fragilità degli esseri
umani che cercano di raggiungerle.

Ci
dividiamo in due gruppi e costeggiamo il lago dai due lati, da destra
il percorso è meno agibile, per cui raggiungiamo gli altri
sul lato opposto.
Da
questo momento in poi, le uniche indicazioni sono gli omini di sasso,
costituiti da cumoli di pietre, poste una sull'altra dalla più
grande alla più piccola.
Superata
la grande bastionata che sorregge il terzo lago del Paione, il paesaggio
diventa lunare e le nuvole basse aggiungono ulteriore mistero alla
visione della conca granitica che lo contiene.

Sono
passate circa due ore e mezza dal momento della partenza, la salita
è stata dura ma la soddisfazione è tanta. Ci troviamo
a 2269 metri sul livello del mare.
Pranziamo
al sacco, riparati dietro una roccia che ci protegge dal vento freddo
che scende dal passo... ora non ci resta che scendere tra i comuni
mortali per raccontare le emozioni di questa piccola impresa.
Una
fotografia la merita anche il nostro Border Collie, compagno di
tante escursionie e mai sazio di avventura.

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