Avventura n° 017

Dall'Alpe Cheggio al Rifugio Andolla

L'Alpe Cheggio si trova in Piemonte, a ovest del lago Maggiore chiamato anche Verbano, e la si raggiunge percorrendo l'autostrada per Gravellona Toce, una derivazione della Milano Laghi che si ricongiunge con la Milano/Torino in direzione Alessandria. Le indicazioni riportano Arona come primo casello da oltrepassare e la strada costeggia per un certo tratto il lago, visibile negli scorci liberi da gallerie. All'uscita di Villadossola occorre seguire attentamente i cartelli "Valle Antrona" fino ad imboccare l'unica strada che risale la valle.

L'ingresso in Antrona Piana va fatto con prudenza evitando di seguire le indicazioni per il lago e proseguendo invece diritti, tra le case, in direzione di Cheggio. La strada sale subito in salita, è stretta ma ben agibile, anche se presenta alcuni brevi tratti sterrati.

Raggiunta l'Alpe Cheggio a 1500 metri di altitudine, attraversiamo le belle baite del paese fino a raggiungere la diga, dove possiamo parcheggiare l'auto in uno spiazzo accanto alla partenza della teleferica.

Il Bacino Alpe dei Cavalli è situato nella conca un un antico lago glaciale a valle del quale un imponente cordone morenico formava un argine naturale. L’antico lago scomparve a causa dell’erosione di questo argine, ed in questo punto venne costruita la diga denominata Alpe Cavalli, un raro esempio di costruzione a gradoni.

Per accedere all'imbocco del sentiero occorre superare lo sbarramento di cemento armato e costeggiare il lago sul lato sinistro. Le segnalazioni per il Rifugio Andolla sono ben visibili ovunque, anche se riportano come tempo di percorrenza 2 ore, decisamente poche per chi non possiede un buon passo ed un ottimo allenamento.

Questa prima parte della camminata è in ombra, e gli scorci sull'azzurro del lago che risplende alla luce del mattino è uno spettacolo esaltante. Proseguiamo fino a raggiungere un abbeveratoio scavato dentro un grande tronco, un sorso d'acqua cristallina e teniamo la destra, continuando a costeggiare il bacino fino a raggiungere il suo emissario.

Oltrepassiamo il torrente Loranco sull'unico ponte che si staglia tra le sue alte rive e ci immettiamo nella valle che ne porta il nome.

Raggiunta l'Alpe del Gabbio, proseguiamo sulla sponda destra del fiume percorrendo il sentiero in falsopiano che raggiunge l'Alpe Piana Ronchelli dove è situata la Cappella del Buon Pastore, distrutta più volte dalle valanghe. Qui troviamo anche un fonte d'acqua potabile, l'ultima prima di raggiungere la meta.

Notiamo con sorpresa che, nonostante la buona camminata, ci troviamo ancora a 1578 metri di altitudine, intuendo che la parte più dura del percorso sarà quella finale.

Alziamo lo sguardo e intravediamo la sagoma del rifugio Andolla che ci guarda dall'alto.... sarà dura.

Il sentiero continua in leggera salita, costeggiando il torrente Loranco che si snoda nel fondovalle con i suoi continui salti tra le rocce. Davanti a noi la gola si stringe tra le alte cime e la vegetazione è di un verde intenso, segno che la pioggia dei giorni precedenti ha ravvivato le erbe selvatiche ed i fiori che ammantano le pareti scoscese.

Finalmente ci appare il cartello indicatore che segnala la deviazione sulla nostra destra per l'Andolla, il tempo residuo di percorrenza riporta 50 minuti.

Il sentiero sale immediatamente e si snoda tra i gradini di roccia ed i numerosi ruscelli che scendono dalle montagne circostanti. E' faticoso ma non è mai davvero impegnativo, almeno finché non si raggiunge una pietraia assolata, dove occorre far molta attenzione ai segni sulle rocce.

In ogni caso la vista dell'Andolla ci mette al riparo da eventuali errori di percorso e ben presto raggiungiamo il vecchio rifugio, costruito come baita dalla ditta Edison per essere adibita a luogo di vacanza per le maestranze adibite alla costruzione della diga. Dal 1948 la proprietà e stata ceduta al CAI.

Ci troviamo a 2061 metri di altitudine, il tempo di risalita, comprese le soste, è stato di 2 ore e 30 minuti.

Affacciato sulla Val Loranco in posizione strategica, il nuovo Rifugio Andolla è stato costruito interamente in pietra e, pur nella sua rustica apparenza, ha perso, a parer mio, il fascino che accompagna le antiche costruzioni dello stesso genere.

La cucina è un po' troppo moderna anche se a buon mercato, e mi sembra anomalo veder cuocere e riscaldare le vivande nel forno a microonde. Un'altra nota negativa è il divieto di ingresso ai cani, parte integrante di molte comitive di amanti della montagna che non vogliono separarsi dal loro fidati amici.

Ci godiamo il panorama della valle, notando chiaramente il sentiero che ci ha condotti fin qui, specialmente nel tratto mediano, quello che attraversa l'Alpe Piana Ronchelli.

Il ritorno naturalmente è più agevole e facciamo una sosta lunga la riva del torrente prima di raggiungere di nuovo il Lago dei Cavalli in cui si spechiano le cime delle montagne illuminate dal sole pomeridiano.

Abel Wakaam

 

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