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Latitudine
46°22'54.25"N Longitudine 8°21'43.89"E
Il
paese di riferimento è Valdo, frazione di Formazza (provincia
di Verbania) che si
raggiunge seguendo lautostrada A26 Voltri - Gravellona Toce,
per poi proseguire lungo la superstrada sino all'uscita per Crodo,
seguendo per Val Formazza, Premia e Cascata del Toce.
Al
bivio per Altillone, si imbocca a sinistra il nuovo tunnel stradale
che si infila per 3 chilometri sotto la montagna ed evita di inerpicarsi
su per i ripidi tornanti della vecchia strada per Formazza.
Arrivati
a Valdo, in prossimità dello stretto ponte sul Toce, si prende
a sinistra seguendo le indicazione per la Seggiovia Sagersboden.
Il
piazzale di parcheggio è piccolo e quasi sempre occupato,
ma lungo la strada ci sono varie piazzuole dove lasciare l'auto
in tutta tranquillità.
La
seggiovia, con un percorso molto ripido, ci porta in una ventina
di minuti dai 1280 metri di Valdo ai 1772 metri del Sagersboden
da cui comincia la nostra avventura.
Purtroppo
la partenza non è delle più felici perché il
percorso iniziale si snoda su una tormentata gippabile che taglia
il fiato e le gambe se non viene presa con tranquillità.
E'
uno di quei casi in cui la parte più faticosa avviene a muscoli
ancora freddi e la stanchezza si fa subito sentire.
Per
fortuna dura circa 20 minuti, poi il sentiero diventa più
dolce e la visione si apre tra pareti rocciose e cime imponenti.
La
prima segnalazione che incontriamo è quella del rifugio Myriam
ma la nostra meta è più avanti. Dopo 40 minuti dalla
partenza incontriamo una spettacolare cascata.

Ancora
10 minuti di percorso e raggiungiamo la Dighetta col suo ancestrale
aspetto di fattura scozzese. Pochi passi e davanti a noi si staglia
la vetta della Punta d'Arbola.

Oltrepassato
un tratto sassoso in salita, entriamo finalmente nel pianoro che
porta al Vannino, In lontananza intravediamo la diga.

Ancora
un piccolo sforzo ed ecco anche la sagoma del Rifugio Margaroli
sulla cima dell'Alpe Vannino a 2197 metri sul livello del mare.
Giriamo attorno all'alpe e ci affacciamo finalmente sulla prima
delle nostre mete: il lago del Vannino.

Pranziamo
al rifugio Margaroli, gestito da un gruppo di ragazzi davvero in
gamba. Ottimo pasto, prezzo buono e vista spettacolare tutto intorno.
Dopo
pranzo decidiamo per la salita al lago Sruer, 200 metri circa di
dislivello e 30 minuti di scarpinata.
Il
sentiero parte sulla destra del lago, proprio accanto alla fattoria.
Ci sono alcuni tratti davvero panoramici, esposti ma mai pericolosi,
e ciò che ci appare dopo l'ennesimo strappo è un angolo
di paradiso.

Raggiungiamo
la diga e, con sorpresa, ci troviamo di fronte ad uno scivolo in
cemento che, in caso di piena, incanala l'acqua del lago Sruer direttamente
nel sottostante lago del Vannino, con un salto che dev'essere davvero
spettacolare.
Il
giro del lago è reso impossibile da una valanga che qui a
2.330 metri di quota è ancora integra per la bassa temperatura...
un sospiro guardandoci intorno ed è il momento di tornare
alla Madre Terra sotto un cielo strappato di nuvole che ci appare
infinito.
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