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Latitudine
46°25'39.22"N Longitudine 8°26'1.43"E
La
Val Formazza si trova nord ovest del lago Maggiore, chiamato anche
Verbano, e la si raggiunge percorrendo l'autostrada per Gravellona
Toce, una derivazione della Milano Laghi che si ricongiunge con
la Milano/Torino in direzione Alessandria.
Le
indicazioni riportano Arona come primo casello da oltrepassare e
la strada costeggia per un certo tratto il lago, visibile negli
scorci liberi da gallerie. Si prosegue seguendo il corso dell'autostrada
finché si trasforma in Strada Statale del Sempione.
Superata
l'uscita di Domodossola, occorre fare attenzione alle indicazioni
per la Valli Formazza e Antigorio, in direzione di Crodo.
Oltrepassata la famosa cittadina, nota per le sue acque minerali,
si prosegue in direzione Baceno fino ad incontrare Premia, dove
abbiamo già illustrato una precedente escursione agli Orridi
di Uriezzo.
La
strada prosegue in direzione nord fino al bivio per Devero, dove
invece seguiremo le indicazione per la Cascata del Toce che visiteremo
con calma al ritorno.
Superato
il ponte sul Toce, continuiamo fino all'abitato di Riale, dove lasceremo
l'auto in uno dei piccoli parcheggi sulla destra, tra i campi.
Da
qui parte la gippabile che sale al Rifugio Maria Luisa del CAI di
Busto Arsizio e, volendo, è possibile utilizzarla per la
salita, ma è preferibile imboccare il sentiero che taglia
a metà il costone, certamente più ripido ma decisamente
meno lungo.
La
maggior parte del percorso si snoda tra i bassi cespugli del sottobosco
ed è costituito da gradini di tronchi che agevolano la salita,
trattenendo la terra esposta all'erosione della pioggia.
Alle
nostre spalle ormai Riale è diventato un minuscolo presepe,
mentre il Lago di Morasco si mostra in tutto il suo splendore, racchiuso
nella grande diga che oggi rilascia acqua in quantità per
alimentare le Cascate del Toce.

A
tratti il sentiero si interseca con la strada gippabile, lasciandoci
decidere ogni volta per una soluzione più comoda o di maggior
esposizione verso la valle.
Superati
gli ultimi tornanti, la strada continua il falsopiano fino a raggiungere
il bivio che porta, sulla destra, al Lago Kastel. Saliamo ancora
per quindici minuti e di colpo, ci appare il doppio terrapieno che
protegge il lago. Proseguiamo sulla sponda destra e scendiamo nella
depressione che lo contiene.

Pranziamo
al sacco sui prati fioriti delle sue rive, poi decidiamo di seguire
la direzione del ruscello che si dirige stranamente verso nord.
In pratica percorriamo il canale di scolo completamente in secca
e scendiamo da quota 2210 in direzione del Toggia.
Incontriamo
in rapida successione due minuscoli laghetti, dalle cui acque spuntano
una miriade di fiorellini bianchi, lo spettacolo è entusiasmante
e decidiamo di soffermarci sulla riva per scattare qualche fotografia.

Ormai siamo a ridosso della foce e possiamo vedere direttamente
il punto in cui le acque di riflusso del Lago Kastel si immettono
nell'enorme bacino del Toggia a quota 2191.

Raggiungiamo la diga e la percorriamo in direzione della casupola
di controllo dell'ENEL, sotto di noi, nella valle, vediamo chiaramente
il Rifugio Maria Luisa a quota 2157.

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