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Latitudine
46° 3'18.64"N Longitudine 8° 5'30.87"E
Il
Lago di Antrona è un lago molto giovane e fu creato da una
frana che il 25 luglio 1642 chiuse lo sbocco naturale del torrente
omonimo. Una massa rocciosa di diverse decine di milioni di metri
cubi si staccò dalla Cima di Pozzuoli e piombò sul
fondovalle della Valle Antrona travolgendo ed annientando tutto
ciò che aveva trovato sul suo percorso. Un intero villaggio
venne sepolto dai detriti e le poche case che si erano salvate furono
sommerse dal lago che si andava formando a monte dell'accumulo che
aveva ostruito il corso del torrente. Si narra che la polvere sollevata
dal cataclisma sia giunta sino alle sponde del Lago Maggiore.
La
Valle Antrona si trova in Piemonte, a ovest del lago Maggiore chiamato
anche Verbano, e la si raggiunge percorrendo l'autostrada per Gravellona
Toce, una derivazione della Milano Laghi che si ricongiunge con
la Milano/Torino in direzione Alessandria. Le indicazioni riportano
Arona come primo casello da oltrepassare e la strada costeggia per
un certo tratto il lago, visibile negli scorci liberi da gallerie.
All'uscita di Villadossola occorre seguire attentamente i cartelli
"Valle Antrona" fino ad imboccare l'unica strada che risale
la valle.
L'ingresso
in Antrona Piana va fatto con prudenza tenendo il bivio sulla sinistra
in direzione "Lago", proseguendo diritti si sale a Cheggio
raggiungendo un altro lago, chiamato "dei Cavalli".
La
strada si snoda in mezzo al verde ed i primi massi dell'antica frana
sono ben visibili all'interno della pineta secolare. A questo punto
occorre definire quale tipo di escursione vogliamo effettuare, perché
la zona si presta a diverse soluzioni. A ridosso del lago di Antrona
esiste un parcheggio ed un bar ristorante con alloggio, da lì è
possibile proseguire per l'impervia salita che conduce al Lago di
Campiccioli oppure lasciare l'auto per una passeggiata attorno al
lago di Antrona.
La
nostra scelta è quella di descrivere l'itinerario più lungo in modo
da inglobare tutte le tappe e i tragitti intermedi. Per far ciò
ci fermeremo prima del lago usando come riferimento il ruscello
che scorre nel folto della pineta, sulla destra, e attraversa la
strada in prossimità di una curva. Sulla sinistra c'è uno slargo
che può andare bene per lasciare l'auto. Guardandoci intorno possiamo
vedere un cartello che illustra la zona e segna l'inizio del sentiero
che sale verso la diga di Campiccioli. A pochi passi una lastra
di ardesia ci permetterà di superare il ruscello portandoci in poche
curve verso la salita.
Il
tempo di percorrenza previsto è di circa un'ora, il terreno si presenta
a volte impervio e sassoso ma ben presto la vista diventa spettacolare
perché sotto di noi, a sinistra, possiamo ammirare il lago in tutto
il suo splendore. Se prima, dal bar, abbiamo ammirato la cascata
che si getta dall'altro della roccia per una cinquantina di metri,
ora ci troveremo proprio all'imbocco della stessa, nel punto in
cui si raccoglie in una grande vasca di basalto. E' certamente il
momento più bello della salita.
Il
tragitto successivo ci porterà in vista della parete imponente che
chiude da parte a parte la valle, prima meta della nostra escursione.
Superata un'abitazione di servizio, ci troveremo proprio sul lato
destro della diga e potremo scegliere se proseguire in direzione
del tunnel fino alla Centrale Enel o attraversare lo sbarramento
per ridiscendere verso Antrona.
Se
decidiamo di proseguire, dovremo oltrepassare il Tunnel e la Centrale
per imboccare il sentiero che ci permetterà di effettuare il giro
completo del lago di Campiccioli. Occorre prestare particolare attenzione
al passaggio sul ponticello in cemento che attraversa uno degli
affluenti del lago, proprio al di sotto della cascata, da lì il
sentiero si dirama in vari percorsi tra cui la salita verso il lago
di Camposecco ad oltre 2400 metri di quota.
Tenendoci
sulla sinistra non possiamo sbagliare. La prima parte del percorso
è al sole e priva di particolari bellezze paesaggistiche, ma appena
il lago si restringe, il paesaggio cambia di nuovo.
Superate
un piccolo raggruppamento di case abbandonate, ci troveremo a ridiscendere
verso il bosco. Di fronte ci apparirà il corso sassoso di una lunga
frana, i riferimenti gialli del sentiero sono nascosti sulle pietre
a sinistra e l'inizio della deviazione non è perfettamente visibile
dall'alto. In pochi minuti raggiungeremo il punto migliore dell'intero
percorso dove potremo effettuare una sosta per il pranzo sulle sponde
del ruscello che si immette nella parte più alta del lago
di Campiccioli.
Sul
ciglio del torrente c'è uno spiazzo adatto allo scopo, la spiaggetta
è proprio lì davanti e nei mesi estivi è possibile ridiscendere
il corso del fiume per qualche tratto fino a raggiungere la spettacolare
cascata che segna l'inizio del canyon.
Dopo
la sosta, riprenderemo il cammino superando il ponte sospeso e seguiremo
il sentiero di ritorno verso il lago, nel tratto più spettacolare
dell'intero tragitto. La gola all'inizio è stretta ed alcuni passaggi
si trovano a ridosso della parete rocciosa. Alla nostra sinistra
potremo ammirare la cascata vista dall'alto nel suo suggestivo incastro
tra le rocce lucide.
Più
avanti, il torrente si insinua in uno stretto canyon creando allettanti
ma gelide piscine. Raggiungere il suo corso inferiore è un'impresa
da lasciare agli esperti perché la discesa rappresenta un ostacolo
insormontabile per chi non è abituato a prendersi qualche rischio.
Accontentatevi
di scattare una serie di fotografie approfittando della vostra posizione
sopraelevata, il risultato sarà certamente appagante per mostrare
agli amici uno spaccato di natura che merita di essere immortalata.
Raramente ho visto dei paesaggi così selvaggi e così accessibili
a due passi dalle grandi città, il merito va alla cura degli uomini
che hanno saputo mantenerli nel loro stato naturale pur realizzando
la diga che ha di fatto creato il lago artificiale di Campiccioli.
Da
questa parte del lago, il sentiero è molto bello da percorrere nonostante
si accosti per un buon tratto al vecchio binario utilizzato per
il trasporto dei tronchi. La vista d'insieme è stupenda e la sponda
è abbellita dai larici che nella stagione autunnale si vestono dei
lori tipici colori abbracciando tutte le tonalità del giallo.
Dopo
una ventina di minuti, la vista della diga ci darà la certezza di
aver compiuto l'intero perimetro di Campiccioli. Il ponticello di
legno è l'ultimo tratto da percorrere sulle rotaie e ci porterà
direttamente alla strada asfaltata usata dai mezzi ENEL per raggiungere
la Centrale Idroelettrica.
La
discesa verso Antrona comprende per un buon tratto quest'unica via.
Occorre prestare molta attenzione al sentiero che si diparte alla
sinistra della strada perché la segnalazione non è molto visibile
e si rischia di ritornare alla base da un percorso molto più lungo.
Non aspettatevi un cartello stradale, i segni colorati sono delle
semplici pennellate su un sasso o su un tronco, quindi non lasciatevi
distrarre dalla b bellezza dei posti e concentratevi sui dettagli
appena indicati.
Una
volta imboccato finalmente il sentiero, avrete di nuovo la possibilità
di rilassarvi. Ricordate che siamo sulla parete di fronte a quella
che abbiamo usato per salire, per cui cercate di individuare i riferimenti
su cui siete passati al mattino... un ottimo modo per creare il
senso di orientamento necessario in montagna.
La
discesa è brusca e molto ripida, mette a dura prova caviglie e polpacci.
Non lasciatevi prendere dalla fretta e ricordate che è molto più
facile cadere in queste condizioni.
L'arrivo
sul lato occidentale del lago di Antrona coincide con la fine delle
fatiche. Se avete ulteriori energie, vi consiglio un'ultima passeggiata
verso la sponda sinistra per ammirare le acque di scolo della diga
superiore che formano un'altra spettacolare cascata tra le rocce.
Per
ritornare all'auto dovete invece raggiungere il bar e seguire la
strada asfaltata che scende verso l'abitato. Nella bella stagione,
è possibile effettuare l'intero percorso in giornata, partendo al
mattino, ma se volete visitare "a pezzi" la zona, è possibile
raggiungere la diga di Campiccioli utilizzando la strada riservata
ai mezzi ENEL e suddividere l'escursione in vari giorni.
Questa
Escursione è adatta a tutti, vorrei però segnalarvi
che l'intero percorso può essere faticoso per chi non è
un buon camminatore. E' pur vero che al raggiungimento della diga
è possibile ridiscendere senza effettuare il perimetro di
Campiccioli, ma è meglio misurare le proprie forze per evitare
di ritrovarsi in difficoltà.
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